Archivio storico lombardo, 34

˹
Società storica lombarda., 1907
 

Դ繨ҡ - ¹Ԩó

辺Ԩó 觢ŷ

Ѻ - ٷ

շ辺

˹ 302 - Sforza nel grado medesimo l'anno 1493, fu condotto a Milano con gran riputazione Lionardo al duca, il quale molto si dilettava del suono della lira, perché sonasse (l~); e Lionardo portò quello strumento ch'egli aveva di sua mano fabbricato d'argento gran parte in forma d'un teschio di cavallo, cosa bizzarra e nuova...
˹ 390 - Virtù dunqu' ebbe del fallir le pene '. Cui non duol di Caprara e di Moscati? Lor ceppi al vile detrattor fan fede Se amar la patria, o la tradir comprati, Containi ! Lamberti ! oh ria mercede D' opre onorate ! ma di re giustizia Lo scellerato assolve , e il giusto fiede.
˹ 294 - Aveva 30 anni che da detto Magnifico Lorenzo fu mandato al Duca di Milano insieme con Atalante Migliorotti a presentarli una lira, che unico era in sonare tale extrumento. Tornò dipoi in Firenze, dove stette più tempo , et dipoi o per indignatone che si lussi o per altra causa, in mentre che lavorava nella Sala del Consiglio de...
˹ 537 - Etude sur la cour de Rome, sur la secrétairerie pontificale et sur la politique des papes au XVIe siècle , Paris 1907, in-8°.
˹ 433 - Sulla Rivoluzione di Milano seguita nel giorno 20 aprile 1814, sul primo suo Governo provvisorio e sulle quivi tenute adunanze de
˹ 427 - L'itala tirannia fugata e vinta. Riposarti potrai su le tue palme. E regnerai sul bel paese intero, Che il mar circonda e l'Alpe, ed il Po valica, E Appennin parte; e cangerai, lo spero, Di Cisalpina il nome In quel d'Italica.
˹ 298 - Rime di Gio. Paolo Lomazzi milanese pittore, divise in sette Libri. Nelle quali ad imitatione de i Grotteschi usati da...
˹ 331 - Dimostrò anco in figura tutte le pro portioni de i membri del corpo humano ; scrisse della prospettiva -« de i lumi, del modo di tirare le figure maggior del naturale, e « molti altri libri, dove insegnò quanti moti et effetti si possano * considerare nella Mathematica, e mostrò 1...
˹ 172 - più illuminato umanista e il critico più geniale del suo tempo
˹ 30 - Galliarumque finibus quosdam venisse nobiles legimus; et quos ad contemplationem sui Roma non traxerat, unius hominis fama perduxit. Habuit illa aetas inauditum omnibus saeculis celebrandumque miraculum, ut urbem tantam ingressi, aliud extra urbem quaererent.

óҹء