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del Trentino: promettendo aiuti ora al vescovo, ora al Bellenzano, ma sempre acconciandosi astutamente col conte del Tirolo, Venezia si prepara o diritti o pretesti per porre le mani sopra i territori trentini, al cui possesso aspirava ardentemente. Difatto nel 1410 la vediamo divenuta signora di parte dei Quattro Vicariati.

Tali i principî politici, tali gli interessi che vennero ad urtare fra loro negli anni 1407-1410. Una esposizione minuta e particolareggiata dei fatti che si svolsero in quel periodo sarebbe difficile - cosa cosi per la scarsezza che per la incertezza dei dati. E invero di quanti storici conosco, tre soli meritano di essere ricordati per quanto scrissero intorno a questa lotta. Dei nuovissimi, l’Egger ha trattato quel periodo meglio di quanto gli altri non abbian fatto, nella sua buona Geschichte Tirols") esponendo i fatti con ricchezza di dati, con acume critico, e valendosi sovra tutto dei molti documenti raccolti dal Brandis sopra Federico dalle tasche vuote. Dei trentini il diligentissimo Bonelli pubblica solo un documento d'importanza affatto secondaria, e l'Alberti, trattando in brevi pagine di quelli avvenimenti si mostra assai inesatto. Eppure dai due ultimi avremmo dovuto riprometterci molta luce, però che il ricco Archivio dei vescovi stava tutto a loro disposizione. Il silenzio dell'uno, la

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veridicità dell'altro, potrebbero dar luogo a varie congetture. Fu ignoranza o fu calcolo che li indusse a ciò ? Propendo per la seconda ipotesi, la quale trova una plausibile spiegazione nella natura dei fatti e nel carattere dei due storici trentini. Il vescovo Giorgio è tutt'altro che un modello di cristiana carità; curando assai più gli interessi temporali che gli spirituali, egli oppresse i Trentini, e fu in continue ed aspre lotte con Federico IV del Tirolo. Quindi il Bonelli e l'Alberti, vescovo questi, scrittore episcopale il primo, devono aver taciuto a bella posta quanto riguardava la storia politica di quel principe, per non mettere in luce dei brutti fatti che alla vescovile dignità tornavano tutt'altro che decorosi. Ed invero il documento che pubblico ci dà un'idea ben poco lusinghiera della clemenza dei ministri vescovili. Mentre Giorgio nel giugno del 1408 abbandona la sua sede per mettersi in luogo più sicuro, e va ramingando a Bruneck, dove

1) Innsbruck, 1872, vol. I, pag. 457-467.

è costretto a soffrire maltrattamenti e prigionia dal suo sedicente protettore, ed a Vienna, ove per vendicarsi degli affronti patiti da Federico macchina a' suoi danni; in Trento spadroneggiano delegati vescovili e comitali, non sempre nel migliore accordo fra di loro, ma sempre uniti nel soffocare ogni moto, ogni aspirazione della parte popolare. Uno di questi delegati del vescovo è il Francesco da Molveno del nostro documento, il quale cristianamente impicca, arrosta, sbrana per conto del suo signore i cittadini della parte avversa, e poi presenta la minuta delle spese sostenute per cosiffatti servigi. Il Bellenzano, capo ed anima del moto, rifugiatosi, dopo i primi eventi sfavorevoli, sul territorio veneto, era tutto inteso a mettersi in accordo colla repubblica per far prevalere la parte sua contro il Conte e il Vescovo. Ritornato ancora una volta in Trento, e fallitogli un ultimo tentativo, pagó con la vita le aspirazioni a cui aveva cercato dar effetto. Ma egli, malgrado delloscurità in cui era fin qui avvolta la sua persona e la sua vita, viene pian piano mostrandosi quale fu realmente. Il Bellenzano è certo una delle più importanti figure trentine del medio evo; aiutato dal popolo, spalleggiato dai Veneti, egli tenta una grande e nobile impresa: vuol farsi principe nazionale e signore di Trento contro le oppressioni del vescovo e del conte del Tirolo. Allora appunto nelle città italiane, spenta la vita libera del Comune, e indebolita l'autorità dei vescovi, le grandi famiglie sorte dal popolo s'erano costituite in principati ereditari; era l'epoca delle Signorie. Ma al Bellenzano vennero meno i mezzi. A Trento, dove, per la politica preponderanza dei vescovi, dei conti del Tirolo e degli imperatori, la vita comunale non potè mai raggiungere pienamente il libero sviluppo delle città lombarde, anche il governo a signoria fu strozzato in sul nascere dai medesimi fattori che soffocarono ogni germe di libera vita municipale. La rivolta dei Trentini sotto il Bellenzano è però un lampo non inglorioso di vita nazionale.

Questo il carattere degli avvenimenti successi negli anni 14071410.

È dunque naturale che un uomo come il Bellenzano, il quale unito al popolo mira a distruggere il potere temporale dei vescovi e la odiosa ingerenza dei conti del Tirolo nelle cose trentine, venga dipinto a colori foschi o per lo meno dal lato men buono dagli scrittori devoti alla causa dei vescovi. Ecco perchè di lui tace affatto il Bonelli, e l'Alberti ne dice il maggior male possibile, l'uno e l'altro preceduti da tutta quella caterva di cronisti piaggiatori che, dal secolo XVI in poi, pullulò alla corte dei principi vescovi di Trento. Rivendicare alla storia la verità, a Trento uno dei suoi figli più gloriosi, lavandone la memoria dalle turpi macchie di cui la vollero maliziosamente imbrattare scrittori devoti a una causa non giusta, è dovere dello storico coscienzioso. E il documento che ora per la prima volta si pubblica, tratto dai Monum. Ecclesiac Trid., ms. dell'Ippoliti, serve in qualche parte a tale scopo.

1.107. Indictione XV, die XXIV Nouembris: incipiunt exacta per me Antonium de Molveno Massarium usque in diem XXIV Decembris 1409, qua quidem die supervenit dominus Georgius Episcopus Trid. in eius dominio, reposita et restituta per Ulricum de Wispach Magistrum Curie D. Ducis Friderici de mandato et voluntate ipsius Ducis. Item percepi ab Odorico Blancheto et residuum non potui exigere propter furores et rebelliones Rodulfi de Bellenzanis supervenientes.

Die XXIV Nov. Ego Antonius f. q. ser Francisci notarii de Molveno civis Tridentinus constitutus fui Massarius Curiae Tridentinae pro D. Federico Duce et Domino Tridenti in Temporalibus.

Primo dedi et expendi causa facendi murari quandam Portam Civitatis, quae est prope portum Civitatis ad Pontem, per quam ibatur ad bruiamas pro certa quantitate lapidum emptorum de mandato D. Jo. Lietenstaineri Capitanei Civitatis et hoc de mense Decembri, lib. I.

Item dedi Magistris a seraturis qui removerunt XLI seraturas de portis et rastellis Civitatis, et ipsas aliter aptaverunt cum duplicibus clavibus et prae. terea clavis necessariis de mandata D. Io. Lietenstaineri, quia Rodulfus consignaverat portas Civitatis Domino Duci, March. 1, Lib. I.

Item dedi pro lignamine causa facendi Rastellum intra Portam Aquilae empto, et ad portam S. Martini pro XXV conventinis et pro duo trabibus, et hoc de mandato D. Io. praedicti, Lib. V, gros. VI.

Item pro media Libra candelarum de cera causa torquendi Bīdan [sic] lo Capris de Novaria, qui fuit tortus de nocte, quia certas fecerat ambaxiatas in Tridento ex parte Rodulfi, qui tunc erat in Roveredo, gros. III.

Item pro candelis de cera causa torquendi certos Vicentinos, qui dicebantur velle prodere castrum Silvae, gros. VI.

MCCCCVIII. Item dedi Blassio Rigeti de mense Ianuario pro palleis Episcopatus ab eodem portatis ad stallas Domini, quando Illustrissima Nostra Ducissa venit Tridentum, Lib. IV.

Item dedi Menato de Levigo, qui ivit Vincentiam et Paduam die II Februario causa inquirendi, si Veneti adhunabant gentes, quia dicebatur velle mittere in Valle Lagarina gentes magnas; praesentibus D. Vicario, et D. Jacobo de Roccabruna, Lib. VII.

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Item dedi caratoribus, qui suis expensis conduxerunt die V Februario res Domini Ducis de Tridento Termenum de anno MCCCCVIII, Marc. VI, Lib. VI.

Item pro corda una ad torquendum Torelum et Blasium de Cavedeno in Castro, quia prodere volebant castrum Madrutii, gr. II. Item pro

trabibus necessariis ad faciendum furchas pro praedictis, et pro scala furcarum, et expensis ad ea aedificanda, Lib. III.

Item pro uno qui concessit unum plaustrum ad ipsos trahendum ad furchas, tenayando, et pro lignis, asseribus, clavis et magisterio adaptandum dictum plaustrum ut tenayari possint super eo in conspectu totius populi, Libr. III,

gros. VIII.

Item pro uno mantesello ad accendendum ignem causa ipsos tenayandi, et pro carbone, Lib. I, gros. VIII.

Item pro potu, cibo famulis Vicarii et Lictori et pro malversia D. Vic. et notariis officii, ut moris erat, quando fiunt executiones, Lib. I, gr. VIII.

Item pro Salario lictoris, qui uenit de Merano Tridentum, pro dicta executione et pro expensis cibi et potus factis per eum Lictorem ueniendo, stando et redeundo, Marc. III, Lib. IX, Gr. X.

Dedi, D. Duce iubente, Contio de Gabiolo pro certa quantitate vini sibi accepti de domo Odorici a Fecibus, qui aufugerat, quando cives fuerunt ducti in Tirollum Ducatos VIII ad rationem XL gross. pro ducato.

Item habuit dictus D. Vicarius [D. Alexander de Padua Vic. Trid.] a qm. Rodulfo qui fuit condempnatus, Lib. VIII.

III.

Quanti s'occupano di storia trentina conoscono almeno di nome il p. Gian Grisostomo Tovazzi da Volano (1731-1806), il quale accanto al Bonelli figura onoratamente come uno dei più instancabili lavoratori e raccoglitori di materiali storici. Ma se a molti è noto il nome di questo frate benemerito, sono ben pochi quelli che abbiano notizia della meravigliosa attività di lui. La biblioteca dei francescani di S. Bernardino in Trento possiede gli autografi delle opere, inedite tutte, del Tovazzi, le quali arrivano ad oltre 118. Molte di esse spettano alle scienze sacre, e di queste naturalmente non mi occuperó; credo invece di fare un vero servizio agli indagatori di cose trentine, pubblicando per la prima volta il catalogo dei lavori storici trentini del Tovazzi, ai più ignorati e da nessuno fino ad ora usufruiti. Trascrivo semplicemente il catalogo della biblioteca, lasciando fuori quei numeri che non fanno

per noi.

4. Kalendarium Augustino-Tridentinum saeculi XV. 23. Mitrologia tridentina. 24. Cathalogus in spiritualibus Trid. 26. Notitia ecclesiarum tridentinae Diocesis. 30. Storia del convento della SS. Trinità di Trento. 32. Malografia tridentina, id est complexio malorum quae evenerunt ab

aera vulg. usque ad annum 1776. 33. Prezzologia trentina. Memorie antiche e moderne dei prezzi delle cose

fatte in sul Trentino. 35. Series Comytum Trident. ex gentibus Andeciana, Goritiensi et Au

striaca. 37. Chronologia Calepina, id est nob. Calepinorum. 38. Idem, con piccola giunta. 41-42. Inscriptiones variae tridentinae. 43. Annotazioni, aggiunte, osservazioni al breve Dettaglio del Vescovado

e principato trentino, ms. di Ambrogio Schröck. 44. Series capitaneorum Tridenti. 46. Chronicon Bellasianum, i. e. Castri Bellasii. 17. Inventarium Cazzuffianum, i. e. familiae tridentinae de Cazzuflis. 48. Inventarium Archivi ripensis. 49. Documenti giudicariesi. 50. Topographia tridentina. 51. Topographia lagarina. 52. Collectanea de praefectis Anauniae et Sollandriae. 53. Senarium historicum, exhibens Cathalogum nobilium ruralium Anau

niae et Solandriae, Gaudentiorum trident., Familias titulatas apud Tridentum, Mediceum tridentinum, Cathalogum septuplicem Episcoporumi trident., Tabulam Alphabeticam Civium tridentin., aliasque fam. con

sularium et semiconsularium trid. 55. Postille amichevoli alle notizie ms. di Valsugana. 56. Lettere Vareschine del P. Carlo Varesco di Fiemme, missionario e vi

cario apostolico nelle Indie. 57. Epistolarium Bonellianum. 58-64. Epistolario del Tovazzi (lettere 3279). 65. Scriptorum provinciae Tridentinae Cathalogus. 66-68. Biblioteca Tirolese. 70. Collectio Diplomatum aliorumque Monumentorum quae vel ex Codice

Wanghiano Ecc. Trid. aut autenticis tabulis fideliter descripsit. 71. Notariale tridentinum, i, e. Collectio Not. Trident. 75. Notizie delle due chiese trentine di S. M. Maddalena e S. Francesco. 76. Monumenta Domus Dei (Casa di Dio) tridentinae ab anno 13 10-1797. 77. Memorie dell’ospitale e Monastero di S. Martino di Castrozza. 78. Documenti antichi dell'ospitale di S. Pellegrino di Moena. 79. Spicilegium Archivii Orphanotrophii Trid. S. Mariae della Misericordia.

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