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PROPRIETÀ LETTERARIA,

BS651
S7

INDICE

AL LETTORE .

Pag. XIII

PRELIMINARI DI UN EXEMERON.

Pag. 3

CAPITOLO I. Ragione di questo scritto
1. L'autore e i suoi critici. 2. Misticismo impaziente. 3. Scopo dell'autore

nel pubblicare i suoi Frammenti di un Exemeron. 4. Indirizzo positivistico
della moderna Esegesi.

5. Intenzioni dell'autore, 6. Programma del presente scritto. 7. Insufficienza dei trattati esegetici. 8. Il razionalismo cattolico succedaneo del falso misticismo.

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CAPITOLO II. - Processo storico dello svolgimento della critica

esegetica in ordine alle cose naturali nella letteratura eccle-
siastica antica e medioevale

Pag. 17

1. Tendenza ad un allegorismo eccessivo nei Padri del secolo II. 2. Indole di

dascalica degli Exemeron di S. Basilio e di S. Ambrogio. 3. Tentativi di
critica esegetica incerti. 4. Tradizionalismo di S. Efrem. - 5. Franchezza
è riserbo nell'eségesi dei Padri e dei Dottori. 6. S. Agostino come
dello di riservatezza e di libertà. 7. Principi fondamentali della sana critica
ésegetica.

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mo

Evoluzione della critica esegetica nei tempi mo

CAPITOLO III.

derni

Pag. 33

2.

6. Nuovo genere

1. Repentino sviluppo delle scienze positive tra il XVII e il XIX secolo. Il

fatto di Galileo considerato come propizio allo svolgimento della critica esege-
tica. 3. Suo nuovo e più libero indirizzo. 4. Divisione tra il laicato e il
clero. 5. L'apologia nel campo delle scienze positive.
di razionalismo apologetico. 7. I moderni Exemeron. 8. Dolorose im-
pressioni. 9. Falso principio della subordinazione dell'esegesi alla scienza
positiva. 10. Conseguenza fatale. 11. Necessità di una emancipazione
della esegesi dalle scienze fisiche.

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CAPITOLO IV. – Difficoltà oggettive della critica esegetica relative al nostro argomento

Pag. 44 1. Difficoltà affermate dai Padri. - 2. Difficoltà relativa all'obbietto delle Scritture.

- 3. Difficoltà relative al senso allegorico. 4. Non gravi nel caso concreto.

5. Difficoltà relative al valore letterale. 6. Difficoltà speciali create dal. l'estinzione della lingua sacra. -7. Anch'esse leggerissime nel caso concreto.

8. Conclusione.

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.

passo indietro.

CAPITOLO V. Difficoltà soggettive

Pag. 52 1. Difficoltà postume. – 2. L'esegeta compromesso da elementi soggettivi. 3. Un

4. Un grande equivoco a proposito dell'Exemeron. 5. Un disaccordo dopo un accordo di quindici secoli. 6. Perché la narrazione mosaica è divenuta oscura. - 7. Valore della frase: Conciliare la scienza col dogma.

- 8. Falso tradizionalismo. – 9. Un esempio in proposito. 10. Giusto conceito dell'autorità dei Padri in materia di opinioni tradizionali. 11. Esempio di S. Agostino. 12. Piena libertà concessa agli esegeti nelle questioni relative al nostro argomento.

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CAPITOLO VI. Sulla necessità di mantenere a tutto rigore il senso letterale del testo

Pag. 65

1. Casi di ripugnanza del senso letterale. — 2. Necessità di passare ad altro senso.

3. Il letterale va però ugualmente rispettato. — 4. In che significato si dice staccarsi dalla lettera.

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CAPITOLO VII. La necessità di passare dal senso letterale al

figurato nè lede nè rende impossibile la massima stabilita nel capitolo precedente.

Pag. 70 1. Objezione alla massima dell'intangibilità del senso letterale. 2. L'allegoria è come l'essenza dell'Antico Testamento. 3. Doppia necessità di scoprirvela.

4. Diverso valore del senso letterale di fronte all'allegorico. 5. Due casi in cui il senso letterale si regge da se. 6. Terzo caso in cui il senso letterale scompare di fronte all'allegorico. 7. In che senso si possa dire che scomparisce. 8. Applicazione del caso alla Cosmogonia mosaica. dizio pratico della necessità del passaggio dal senso letterale all'allegorico. 10. Esempi biblici di prima evidenza. -1. Letteralismo licenzioso dei moderni esegeti. 12. L'autore si difende da un'accusa di contraddizione. 13. Argomento dei seguenti capitoli.

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9. In

CAPITOLO VIII. – Preliminari d'un processo critico per fissare

il senso storico o letterale della Scrittura . Pag. 84

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1. Scopo generale dei seguenti capitoli. 2. Distinzione dell'obbietto formale e stino. 8. Parte obbiettiva materiale dell'Exemeron. 9. Si stabilisce il principio della intelligibilità delle Sacre Scritture. 10. Testimonianza di S. Paolo. - 11. Testimonianza del Genovesi. - 12. Corollari dedotti dal principio della intelligibilità. 13. Speciale riflesso sulla intelligibilità delle cose naturali menzionate nella Scrittura. 14. A che parte si limiti la scienza positiva. 15. Quanto gli Exemeron moderni abbiano sconosciuto il principio dell'intelligibilità e semplicità delle Scritture. 16. Conclusione.

materiale del divino insegnamento. 3. Modi di comportarsi dell'esegeta coll'uno e coll'altro. 4. I due obbietti nella Cosmogonia Mosaica. 5. Tre punti a cui si riduce lo studio dell'esegeta.

6. Eliminazione dal processo critico della parte strettamente dogmatica. 7. Metodo conforme di S. Ago

CAPITOLO IX. – Il primo passo da farsi dall'esegeta è la deter

minazione rigorosa del senso letterale del testo . Pag. 99 1. Il senso letterale è il fondamento d'ogni altro senso. 2. Testimonianza di

S. Tommaso. 3. Questo principio appartiene alla logica comune. role di Dante in proposito. · 5. Se la cognizione della lingua ebraica sia assolutamente necessaria.

4. Pa.

CAPITOLO X.

lamo

Attendibilità della versione di San Gero

Pag. 104

1. Antichità, indole ed evoluzione storica dell'idioma ebraico. - 2. Come siasi conservato incorrotto il significato del testo biblico dopo l'estinzione dell'idioma.

3. S. Gerolamo ebraicista principe. 4. Deboli risorse della filologia. 5. Insufficienza della linguistica. — 6. Valore tradizionalistico delle antiche ver. sioni. 7. Argomenti in favore della certezza della tradizione ebraica. 8. Prove della sua costanza fino al tempo degli Apostoli. — 9. Come sia passata integra dal giudaismo al cristianesimo. 10. Come se ne impadronisse in modo specialissimo S. Gerolamo. 11. Quanto la sua versione sia meritevole di fede.

CAPITOLO XI. Difficoltà che s'incontrano nello stabilire il senso

letterale del Sacro Testo e mezzi per superarle . Pag. 119 1. Conclusione del precedente capitolo. 2. Difficoltà prodotte dal diverso signi

ficato delle parole. 3. Esempio della parola dies. 4. Parole e frasi intraducibili o di senso ignoto. 5. Casi di ripugnanza apparente della lettera col concetto o colle nature delle cose. 6. Parte tecnica dei linguaggi. — 7. Sussidio dei paralleli e del contesto. 8. Come si possa far rivivere il pensare degli Ebrei per l'intelligenza del Sacro Testo. 9. Applicazione del principio che la parola esprime l'idea. 10. Speciale necessità dell'applicazione di questo principio nella ricerca del senso letterale dell'Antico Testamento. 11. Esempio pratico. 12. Casi di una ripugnanza assoluta del senso letterale colla verità delle cose.

CAPITOLO XII. – Il senso letterale e il senso allegorico Pag. 133

1. Legittimità logica del passaggio dal senso letterale che ripugna, ad altro am

missibile. - '2. L'analogia naturale delle cose come tramite alla mente dalle une alle altre. 3. Necessità del suddetto passaggio nella sacra Esegesi. 4. Enumerazione e definizione dei sensi scritturali. 5. Distinzione dei due sensi letterale e spirituale. — 6. Interpretazione del testo Littera occidit, ecc. — 7. Che cosa sia il passare da uno ad altro senso. 8. I sensi scritturali si

riducono a due, il letterale e l'allegorico. 9. Autorità di S. Agostino. 10. Di S. Tommaso e di Dante. 11. Conclusione. 12. Una falsa defini. zione del Padre Patrizio. 13. Definizione postuma del senso letterale. 14. Nelle allegorie non c'è diversità di specie ma solo di forme.

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1. More humano loquitur Deus. 2. Forme diverse di allegorie scritturali nella

profana letteratura. 3. Simbolismo degli antichi Greci. 4. Simbolismo degli antichi popoli d'Oriente. 5. I due sogni di Serse e di Nabucco. 6. Offerte simboliche. — 7. Una parabola di Ciro. 8. Alto valore del parlare allegorico presso gli antichi e nella Bibbia. 9. La parola parabola come espressione sintetica di tutte le forme allegoriche. 10. Allegoria di fatti nel Nuovo Testamento. - 11. Si accenna ad un parallelo tra questo e l'Eremeron.

12. Menenio Agrippa e S. Paolo. 13. I simboli del Nuovo Testamento. 14. Un dilemma senza fondamento.

CAPITOLO XIV. – L'umano e il divino nella Scrittura Pag. 170

. ·

1. Differenza tra il discorsə divino e l'umano nel subbietto. 2. Dio subbietto

delle Scritture. - 3. Si richiama la distinzione tra obbietto formale e obbietto materiale del divino insegnamento. 4. La profezia come speciale caratteristica delle allegorie scritturali. — 5. L'allegoria biblica si emancipa dalla scienzz

- 6. Parallelo tra il soggetto Uomo e la Bibbia. 7. Parallelo tra il fisiologo materialista e l'esegeta razionalista.

umana.

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CAPITOLO XV. – Regole per l'accertamento del senso allegorico nelle Sacre Scritture .

Pag. 179

1. Due casi in cui siamo richiesti di accertare il senso allegorico di un passo scrit.

turale. 2. L'accertamento deve farsi con critica rigorosa. — 3. Prima regola: istituzione di paralleli allegorici. 4. Seconda regola: perfetta convenienza dell'allegoria col senso letterale. 5. Terza regola: sua conformità colla dottrina cattolica. 6. Quarta regola: dignità nel subbietto e nell'obbietto. 7. Quinta regola: conformità dell'allegoria col fine. 8. Sesta regola: che si trovi indicata nelle Scritture. 9. Settima regola: evidenza delle applicazioni al dogma ed alla morale.

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CAPITOLO
Capitolo XVI. – La Cosmogonia mosaica come esempio di uno

di quei casi in cui il senso letterale ripugnando alla verità delle cose, bisogna di necessità ricorrere al senso allegorico. Pag. 186

1. In che cosa il senso letterale della Cosmogonia mosaica sia incompatibile colla

scienza. - 2. Inammissibilità della moderna interpretazione dei giorni come epoche. 3. Non è che una sostituzione arbitraria della lettera alla lettera. 4. Sposta ma non scioglie la questione. · 5. Quella interpretazione è falsamente attribuita S. Agostino. 6. Paternale del santo Dottore contro i detrattori dell'umana scienza. 7. Come sentisse fino d'allora che il senso letterale conduce al ridicolo. 8. Serie di considerazioni che lo conducono

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